Nel campo mezzo grigio e mezzo nero
resta un aratro senza buoi, che pare
dimenticato tra il vapor leggero.
E cadenzato dalla gora viene
lo sciabordare delle lavandare
con tonfi spessi e lunghe cantilene:
Il vento soffia e nevica la frasca,
e tu non torni ancora al tuo paese!
Quando partisti, come son rimasta!
Come l’aratro in mezzo alla maggese.
La poesia “Lavandare” di Giovanni Pascoli è contenuta all’interno della raccolta “Myricae”. La prima raccolta poetica dell’autore di cui il nome non è un caso, poiché le “myricae”, in italiano tamerici, sono delle piante molto umili. Questo rispecchia sia l’infinito che la natura ha nei confronti di Pascoli, sia il fatto che l’autore tratta temi molto semplici, di vita quotidiana. Proprio come nel caso di Lavandare, una poesia che, nonostante descriva una scena che avviene tutti i giorni , è ricca dei temi che Pascoli è solito trattare.
In primo luogo c’è sicuramente quello della natura: l’acqua del fiume è vista come un qualcosa che purifica, esteriormente e interiormente. Inoltre, il suo scorrere continuo può simboleggiare il ciclo inevitabile della vita che ci conduce sempre alla morte. Le donne, le cosiddette “lavandare”, sono
descritte con delicatezza e sono avvolte dalla calma e dal silenzio. Una quiete che però nasconde uno stato solitario da parte delle donne, che si impegnano nel loro lavoro come fossero distaccate dalla società. Ma purtroppo o per fortuna, Pascoli rende la natura attorno alle donne bella e serena,
mascherando la fatica incessante delle lavandare, ritornando al concetto riguardante la vita dell’uomo piena di sofferenza e dolore che non si fermano mai.
Notiamo una differenza con un’altra poesia di Pascoli, “Il gelsomino notturno”. In questa poesia infatti, notiamo come dalla solitudine l’autore, colga la bellezza. Il gelsomino notturno è un fiore che sboccia solo e soltanto di notte, momento in cui emana un intenso profumo. Proprio durante la notte, un momento di solitudine e misterioso, lontano dal resto del mondo… Una rinascita provocata da un periodo di tenebre.
Percepisco un’enorme profondità nelle poesie di Pascoli. È davvero sorprendente il modo in cui da situazioni così semplici, riesca a cogliere un messaggio enormemente significativo. La natura che avvolge le sue poesie le rende ancora più piacevoli da leggere.
